DI SERGIO VESPERTINO E MARCO POMAR
CON SERGIO VESPERTINO
MUSICHE ORIGINALI DI REMO ANZOVINO
ESEGUITE DA VIRGINIA MAIORANA (FISARMONICA)
SCENOGRAFIE DI CARLO DE MEO
REGIA DI SERGIO VESPERTINO
Se è vero che sappiamo poco o nulla delle cose che appartengono al mondo che abitiamo da millenni, è vero anche che dell’altro mondo non abbiamo neppure la più pallida idea.
Cosa ci aspetta quando metteremo piede nell’aldilà? Chi troveremo? Cosa saremo chiamati a fare? Nessuno, che si sappia, è tornato a riferirci come comportarci una volta arrivati lì, cosa portare; nessuno mai ci ha mai messo in guardia.
Certo, una volta giunti alla meta ci arrangeremo in qualche modo, come hanno fatto quanti sono arrivati prima di noi da quelle parti.
Piuttosto girano voci, tra l’altro di uomini illustri e ragguardevoli, riguardo alla buona possibilità di
rinascere.
Beh, se questa notizia fosse vera, così come in molti credono fermamente, avremmo nozioni sufficienti quanto meno per prendere i giusti provvedimenti una volta ripiombati sulla terra, per adottare le contromisure strategiche al fine di avere una seconda vita migliore.
Una s-e-c-o-n-d-a v-i-t-a: già il suono di questa affermazione fa tremare le vene ai polsi.
Dunque: “metti che rinasco…”. Ma ve lo immaginate? Sarebbe davvero pazzesco, sconvolgente ... È grazie a questo ipotetico e vertiginoso momento di rottura che, all’improvviso, ciascuno di noi potrebbe (potrà?) diventare pienamente consapevole di essere al mondo. Facendo germogliare una nuova vita dentro la vita stessa.
Questo spettacolo è un irresistibile vademecum per non cadere negli stessi errori, nelle medesime
ingenuità; una specie di bugiardino, come quelli che troviamo nelle confezioni dei medicinali, fitto di informazioni fondamentali, dosaggio, posologia, effetti collaterali di quella malattia da cui non riusciamo mai a guarire che si chiama vita…
Da qui una ridda scatenata di folli supposizioni, di concetti assurdi, di bizzarre teorie, di stravaganti e travolgenti soluzioni.
In scena Sergio Vespertino, mattatore trascinante e irriducibile, accompagnato da Virginia Maiorana alla fisarmonica, con musiche originali composte da Remo Anzovino, per questo fantasioso e bizzarro spettacolo.